Great day has come! It starts. After the adrenaline that went up in the last few days. The time spent controlling and re-checking everything was not forgotten.
The adventure could start, a long transfer, the waiting times for the coincidences, the final ferry and, finally, the timing change, but in the end the dream takes shape: we are in Alaska. "The Last Frontier" as recalled on the plates on their car plates.
We are waiting for a full week in the company of the American eagle and its environment. Time to settle our things in the structure that will house us and then immediately to see where we are going to move in the coming days. The day is wonderful, there is everything we could hop, snow, ice, light and ..... eagles !!!
Haines is a small village of 2000 inhabitants that in summer doubled for tourists here to do "Whale watching", excursions of all kinds and to look for close encounters with bears. Do not miss! To look for close encounters with bears. That is not lacking!
The native people, the "Klukwan", were the first to be able to admire the eagles' show here at the Council Grounds. The eagles have shown them the richness of this territory with its abundance of salmon, and the eagle remains one of the greatest symbols of their culture.
The "Bald Eagle Preserve" is the most important protected area of ​​Alaska. It was born in 1973, not without difficulty, and today it can count on an extension of 30 miles in length and 3 in width. Up to 6,000 nests can be counted, and in autumn, with the return of salmon, there are 3 to 4,000 individuals. It takes five years to become a true "Bald Eagle" as we can see it, perfectly white head and tail. There were cases of subjects who even in the sixth year of age had a plumage of the head not completely formed in color but were cmq sexually mature. Needless to say, its dimensions are remarkable, but what strikes most is its pride, its gaze. Not at all the United States has taken it as a symbol!
In the following days we will see her move around her environment, catch salmon, quarrel with her alike.
The atmosphere here is very peculiar, with photographers coming from everywhere, even though preponderance, playing in the house, is obviously American, but there are also Germans, Israelis and Japanese. We exchange views and ideas with simplicity and naturalness that are unknown to us. What is said to be another world. In every way.
It strikes the width of their roads, but after seeing the means they use it is understood because it affects the absolute inconsistency, at least for us, of the doors of their homes, you can safely not lock your car and be sure to find again All on our return. Just like we did.
It was a great experience and even though we are back in a few days we already miss a bit.
A sincere thank you to my friends, Giovanni Frescura and Massimo Delmonte, with whom I had the great pleasure of sharing this wonderful adventure.
 
Good Light!
occhisullanatura
nature & wildlife images
Domenica 22 Novembre 2015
 
Il grande giorno è arrivato ! Si parte. Dopo l'adrenalina che saliva negli ultimi giorni. Il tempo passato a controllare e ricontrollare tutto, non erano permesse dimenticanze.
L'avventura poteva iniziare, un lunghissimo trasferimento, i tempi di attesa per le coincidenze, il traghetto finale e, per finire, il cambio di fuso orario ma alla fine il sogno prende forma: siamo in Alaska. "The Last Frontier" come ricorda la scritta riportata sulle targhe delle loro auto.
Ci aspetta una settimana piena in compagnia dell'aquila americana e del suo ambiente. Il tempo di sistemare le nostre cose nella struttura che ci ospiterà e poi subito via, a vedere il luogo nel quale ci dovremo muovere nei prossimi giorni. La giornata è splendida, c'è tutto quello che potevamo sperare, neve, ghiaccio, luce e.....aquile!!!
Haines è un piccolo paesino di 2000 abitanti che in estate raddoppiano per i turisti che qui vengono a fare "Whale watching", escursioni di ogni tipo e per cercare incontri ravvicinati con gli orsi. Che non mancano!per cercare incontri ravvicinati con gli orsi. Che non mancano!
 
Alaska
Dove osano le Aquile - Where they dare the eagles
La popolazione nativa, i "Klukwan", sono stati i primi a poter ammirare lo spettacolo delle aquile qui al "Council Grounds". Le aquile hanno mostrato loro la ricchezza di questo territorio con la sua abbondanza di salmoni, e l'aquila rimane uno dei maggiori simboli della loro cultura.
La "Bald Eagle Preserve" è la più importante area protetta dell'Alaska. Nasce nel lontano 1973, non senza difficoltà, ed oggi può contare su una estensione di 30 miglia in lunghezza e 3 in larghezza. Si possono contare fino a 6000 nidi e in autunno, con il ritorno dei salmoni, qui si danno appuntamento dai 3 ai 4000 individui. Impiega cinque anni per diventare una vera "Bald Eagle" come possiamo vederla, testa e coda perfettamente bianche. Ci sono stati casi di soggetti che anche al sesto anno di età presentavano un piumaggio del capo non completamente formato a livello di colore ma erano cmq sessualmente mature. Inutile dire che le sue dimensioni sono ragguardevoli, ma ciò che colpisce di più è la sua fierezza, il suo sguardo. Non per niente gli Stati Uniti l'hanno presa come simbolo!
Nei giorni seguenti avremo modo di vederla muoversi nel suo ambiente, pescare salmoni, litigare con le sue simili.
L'atmosfera che qui si respira è molto particolare, si fanno conoscenze di fotografi che vengono da ogni dove anche se la preponderanza, giocando in casa, sono ovviamente americani, ma tedeschi, israeliani e giapponesi non mancano. Ci si scambiano opinioni e idee con una  semplicità e una naturalezza che da noi sono sconosciute. Quello che si dice un altro mondo. In ogni senso.
Colpisce la larghezza delle loro strade, ma dopo avere visto i mezzi che usano si capisce perchè, colpisce l'assoluta incosistenza, almeno per noi, delle porte delle loro abitazioni, si può tranquillamente non chiudere a chiave l'auto ed essere certi di ritrovare tutto al nostro ritorno. Proprio come da noi.
E' stata una bellissima esperienza e anche se siamo tornati da pochi giorni già ci manca un pò.
Un ringraziamento sincero agli amici Giovanni Frescura e Massimo Delmonte con i quali ho avuto il grande piacere di poter condividere questa bellissima avventura.
Buona Luce !
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© 2018 Antonio Benetti