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      <title>Mongoose M 3.6 Gimbal Action Head</title>
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      <pubDate>Fri, 4 Feb 2011 08:56:19 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Voci/2011/2/4_Mongoose_M_3.6_Gimbal_tripod_Head_files/IMG_1673.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Media/object055_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:254px; height:135px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Era da un pò di tempo che tenevo d’occhio questa testa,e quando ho letto che era stata aggiornata con alcuni interventi significativi ho deciso di tentare l’acquisto. Al momento di scrivere queste note non risultano distributori europei, per cui se si vuole ordinarla lo si può fare solo oltre oceano. O direttamente dal sito del &lt;a href=&quot;http://stores.4gdphoto.com/-strse-118/M-dsh-3.6-~-Gimbal-Tripod/Detail.bok&quot;&gt;produttore&lt;/a&gt; o dallo shop on-line del fotografo americano &lt;a href=&quot;https://store.birdsasart.com/shop/item.aspx?itemid=274&quot;&gt;Arthur Morris&lt;/a&gt;. Io l’ho acquistata da quest’ultimo. Servizio impeccabile e in soli quattro giorni l’avevo già a casa.&lt;br/&gt;Una volta aperta la confezione salta subito all’occhio l’ottima finitura e soprattutto la differenza di peso con la più nota Wimberley II. Il risparmio di peso è stimabile attorno ai 600gr (8oogr contro 1,4kg). Il costruttore dichiara un peso supportabile max di 4 kg ma diversi fotografi americani tra cui lo stesso Morris la usano tranquillamente con l‘800mm Canon. Per parte mia non posso che confermare che anche con quest’ultimo obiettivo (avendolo) non esistono problemi di alcun tipo. La testa è concepita per essere usata “SEMPRE” libera. Esiste la possibilità di frizionare sia il movimento orizzontale che il movimento di basculaggio. E posso assicurare che si tratta di una eccellente frizionatura!!!!</description>
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      <title>Ambientalismo......Francese</title>
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      <pubDate>Mon, 6 Dec 2010 11:55:06 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Voci/2010/12/6_AMBIENTALISMO......FRANCESE_files/frogs_1.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Media/object056_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:254px; height:135px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;In occasione di un recente viaggio a Montier en Der (Francia), in concomitanza dell’ormai famoso Festival della Fotografia di natura e per vedere le Gru, che a decine di migliaia stazionano al Lac du Der (la zona è infatti conosciuta come il più importante sito francese di sosta sulla rotta migratoria che le porterà verso la Spagna prima e il Marocco poi), la prima mattina che ci siamo recati alla diga per vedere la partenza dal “roost” notturno (uno spettacolo da non perdere come anche il rientro!!), ci siamo imbattuti in un cantiere stradale con un grosso cartello (quello riprodotto a fianco) che campeggiava all’inizio del cantiere stesso.&lt;br/&gt;Li per lì non ci abbiamo fatto caso più di tanto, poi abbiamo realizzato bene di cosa si trattava. Anche se in francese si capisce molto bene: “Costruzione di passaggi sotterranei per batraci e anfibi”. Abbiamo strabuzzato gli occhi, vedendo anche l’importo previsto dei lavori, che detto per inciso, sono terminati il giorno prima della nostra partenza.&lt;br/&gt;Anche da noi questo genere di interventi sono......all’ordine del giorno!!!!!!!!</description>
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      <title>ZEISS DISTAGON 21/2,8 ZE - IL “MITO” è ritornato</title>
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      <pubDate>Thu, 29 Apr 2010 11:48:59 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Voci/2010/4/29_ZEISS_DISTAGON_21_2,8_ZE_-_IL_MITO_E_RITORNATO_files/Nor_ze_Distagon_28_21.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Media/object010_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:254px; height:135px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Con questo obiettivo si chiude, almeno per il momento, la mia personalissima trilogia Zeiss.&lt;br/&gt;E’ un obiettivo storico che, in montatura per Contax, era diventato un vero e proprio mito. Il progetto, risalente agli anni 90, in questa versione ZE (ovvero con attacco baionetta EF Canon) è stato modificato con l’aggiunta di una lente.&lt;br/&gt;L’obiettivo si presenta con la ormai proverbiale qualità costruttiva, è completamente in metallo (compreso il paraluce a petalo!) e ghiera di messa a fuoco perfettamente frizionata. La minima MAF è di 22 cm. ed essendo l’obiettivo con messa a fuoco interna la lente frontale non ruota durante le messa a fuoco. Particolare molto utile per l’uso con filtri, in particolare un polarizzatore (82mm). La vignettatura è molto ben corretta già alla massima apertura. Anche per questa lente vale quella che è un pò la caratteristica degli obiettivi della marca tedesca, ovvero la perfetta usabilità della massima apertura che quindi non è un puro valore numerico fine a se stesso ma un effettivo diaframma di lavoro. La nitidezza è semplicemente splendida e la resa cromatica tipicamente Zeiss (neutro fredda).&lt;br/&gt;Quelle che potete vedere quì sotto sono alcune immagini scattate durante il mio recente “photo-trip” nella foresta di Hallerbos. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 5D MkII, Zeiss Distagon T* 21/2,8 @ f.2,8 t.1/200  Iso 100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 5D MkII, Zeiss Distagon T* 21/2,8 @ f.9  t. 1/100  Iso 100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 5D MkII, Zeiss Distagon T* 21/2,8 @ f.5  t.1/200  Iso 100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 5D MkII, Zeiss Distagon T* 21/2,8 @ f.3,5  t. 1/60  Iso 100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 5D MkII, Zeiss Distagon T* 21/2,8 @ f.2,8  t.1/250  Iso 100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 5D MkII, Zeiss Distagon T* 21/2,8 @ f.9  t.1/160  Iso 100</description>
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      <title>Apex Bean Bag</title>
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      <pubDate>Wed, 28 Apr 2010 11:42:36 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Voci/2010/4/28_APEX_BEAN_BAG_files/apexcamo.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Media/object058_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:254px; height:135px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Da un pò di tempo stavo cercando un Bean bag che avesse caratteristiche un pò diverse da quelli soliti che si possono trovare in commercio o che si possono auto-costruire.&lt;br/&gt;Cercando in rete mi sono imbattuto in questo, decisamente fuori dagli schemi. E’ costruito molto bene, con la parte interna che si mette a cavallo della portiera rivestita in tessuto gommoso che assicura un ottimo “grip” e rende quasi inamovibile il tutto una volta messo in posizione. Ma può essere utilmente utilizzato anche come supporto a terra come si può vedere dalle illustrazioni.&lt;br/&gt;Viene fornito con una piastra di alluminio che può essere infilata in una apposita tasca superiore consentendo il montaggio di teste a sfera e addirittura di una Wimberley, garantendo così riprese stabili.&lt;br/&gt;E’ prodotto dalla americana Essential Photo Gear, ma volendo evitare il trasporto dagli USA e la dogana può essere ordinato più semplicemente quì :&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.augenblicke-eingefangen.de/&quot;&gt;http://www.augenblicke-eingefangen.de/&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>CANON EF 800/5,6 L IS. Contatto avvenuto</title>
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      <pubDate>Tue, 9 Feb 2010 11:24:39 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Voci/2010/2/9_CANON_EF_800_5,6_L_IS._CONTATTO_AVVENUTO_files/shapeimage_1-1.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Media/object013_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:254px; height:135px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Grazie alla cortesia e alla disponibilità dell’amico Luca Zappa, che si è sopportato un viaggio da Milano fino alla valli di Comacchio, ieri ho potuto effettuare una breve prova “sul campo” dell’ultimo super-teleobiettivo nato alla corte di “mamma” Canon. Presentato nell’Agosto 2008 insieme al suo più piccolo “fratellino” 200 f.2 si è pian piano conquistato considerazione nell’ambito dei fotografi di natura, andando a soppiantare in diversi casi il più anziano 600.&lt;br/&gt;Dalla sua può vantare uno schema ottico di ultimissima generazione e soprattutto significativi, tangibili e consistenti miglioramenti per quanto riguarda velocità dell’AF e stabilizzazione. La montatura è in lega di magnesio, cosa che ha permesso un significativo risparmio di peso in confronto al 600, 4,4kg vs. 5,5kg. E già questo, considerate le dimensioni in gioco, è un gran passo avanti. Ma, come detto, i miglioramenti più significativi sono tutti interni. La velocità dell’AF è semplicemente straordinaria, molto ma molto superiore a quella del mio 500 e che già ritenevo ottima. Ma dovevo arrivare a provare questo per rendermi conto della differenza.&lt;br/&gt;L’altro grande passo avanti riguarda lo stabilizzatore di ultima generazione che permette una compensazione fino a quattro stop e rileva automaticamente se l’obiettivo è montato o meno su cavalletto. Semplicemente straordinario!!!&lt;br/&gt;Purtroppo ieri l’”amico” Gufo aveva deciso di farci un pò arrabbiare e, dopo aver aspettato per alcune ore, alla fine , forse mosso a compassione, ha deciso di concedersi e per un periodo di tempo neanche troppo lungo. Giusto alcune raffiche, ma proprio poco di più e proprio quando la luce del sole di una fredda giornata stava pian piano scemando. Ma ci vuole pazienza......&lt;br/&gt;Comunque, seppur breve, il “mini” test è stato significativo per valutare lo “stato dell’arte” e la maestria degli ingegneri ottici di casa Canon. Test breve, ho detto, ma molto interessante, per certi versi entusiasmante e, forse, un pò galeotto.......&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Buona Luce.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dati tecnici per tutte le immagini: Canon 1D MkIII, EF 800/5,6 L IS, f.5,6 t.1/80s., Iso 1000&lt;br/&gt;Il nostro soggetto in tre diversi atteggiamenti.&lt;br/&gt;Esemplare la pulizia dell’immagine e la resa dei dettagli più fini. Insomma è proprio uno spettacolo!!!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>Etica e fotografia naturalistica</title>
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      <pubDate>Fri, 5 Feb 2010 11:19:55 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Voci/2010/2/5_ETICA_E_FOTOGRAFIA_NATURALISTICA_files/AB__3132.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Media/object060_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:254px; height:135px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;L’avvento del digitale ha portato una vera rivoluzione nel mondo del “imaging”. E la fotografia di natura non poteva fare eccezione. Niente di nuovo dirà qualcuno. Ma il suo effetto, quasi “dirompente”, ha portato a un vero e proprio degrado della “cultura” dell’immagine. Almeno come l’abbiamo intesa fino ad oggi. Schiere sempre più numerose di utilizzatori armati di fotocamere digitali si sono sì avvicinati alla fotografia, ritenendo tutto facile e semplice, ma senza avere alle spalle un “background” di esperienze da mettere a frutto.&lt;br/&gt;La fotografia naturalistica non è rimasta immune da questo “trend”. Se da una parte questo aumento di fruitori ha contribuito ad avvicinare sempre più persone all’ambiente che ci circonda, dall’altra ha fatto anche aumentare il rischio, reale, che molte di esse, non percepiscano in maniera corretta come si “entra” in natura.&lt;br/&gt;Queste mie considerazioni nascono da un episodio verificatosi proprio pochi giorni fà.&lt;br/&gt;Nell’area del Mezzano, le vecchie valli di Comacchio bonificate, “birders” e fotografi sono diventati ormai una presenza costante e numerosa, soprattutto in questo momento di interessanti avvistamenti.&lt;br/&gt;E qui è successo il “fattaccio”.&lt;br/&gt;Alcuni fotografi naturalisti, o presunti tali, nell’intento di riprendere il Gufo di palude, il cui unico torto era di starsene appollaiato tranquillamente sul proprio posatoio, hanno pensato bene di scendere dalle proprie auto e scalciare la neve che si trova a bordo strada in direzione del rapace per indurlo ad alzarsi in volo e poterlo fotografare nell’azione.&lt;br/&gt;Questo comportamento non è passato inosservato. Fortunatamente. E le targhe delle auto di queste persone sono state segnalate alle guardie provinciali. Con l’augurio e la speranza che questi “signori” non tornino più.&lt;br/&gt;La fotografia naturalistica richiede tanta passione ma soprattutto conoscenze naturalistiche che si maturano e affinano con l’esperienza. Si spazia così dallo studio del territorio, alle possibilità di avvicinare in maniera opportuna il nostro soggetto, dallo studio e osservazione delle sue abitudini, alla realizzazione di appostamenti usando tecniche di mimetizzazione, alla ricerca sul campo dei soggetti stessi. E tutto questo per arrivare, alla fine di questo paziente “lavoro”, allo scatto fotografico, vero fine ultimo di questo percorso cognitivo.&lt;br/&gt;La conoscenza di ciò che si fotografa e, in generale, dell’ambiente dove ci si muove è per il fotografo naturalista una prerogativa assolutamente indispensabile.&lt;br/&gt;Perché se il tassello finale di tutto questo percorso è l’ottenimento di una bella fotografia, chi fotografa in natura sa bene che DEVE arrivare a questo risultato solo con il rispetto e la salvaguardia del “mondo” nel quale entra.&lt;br/&gt;Per se stesso e ancor di più per chi verrà dopo di noi.&lt;br/&gt;Concetti semplici che possono sembrare superflui. Ma così non è.&lt;br/&gt;E non è vantando il teleobiettivo più lungo che ci si può ritenere fotografi di natura!&lt;br/&gt;Conoscere e fotografare la Natura significa quindi rispettarla per costruire con essa un rapporto vero e non puramente consumistico o di moda e contribuire, attraverso la fotografia, alla sua tutela e alla divulgazione della sua bellezza.</description>
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      <title>ZEISS MAKRO PLANAR T* 2/100</title>
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      <pubDate>Thu, 28 Jan 2010 10:55:26 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Voci/2010/1/28_ZEISS_MAKRO_PLANAR_T__2_100_files/shapeimage_1_1.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Media/shapeimage_1_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:138px; height:190px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Continuando nella “saga” delle ottiche Zeiss, questa volta prendiamo in esame il nuovo Makro Planar 100mm recentemente presentato anche in attacco ZE per Canon.&lt;br/&gt;L’obiettivo si presenta con la consueta finitura Zeiss, ovvero ottima! Fluidissima e ben frizionata la ghiera di messa a fuoco e senza gioco alcuno. Gode fama di prestazioni eccellenti su tutto il fotogramma  (da angolo a angolo) sia nell’uso a distanza ravvicinata sia all’infinito. E’ il macro più luminoso presente sul mercato, e seppur la casa tedesca non lo qualifichi come “apocromatico”, è in grado di reggere senza troppi problemi con l’ormai mitico Leica Apo Elmarit 2,8/100. Ma quì abbiamo prestazioni paragonabili avendo un diaframma intero di guadagno nella massima apertura e un costo che è inferiore del 50% al Leica.&lt;br/&gt;Splendida la resa del colore, caratteristica che è un pò il segno distintivo della casa tedesca, e la riproduzione “burrosa” delle aree fuori fuoco. Andando un pò contro corrente e i luoghi comuni questo obiettivo può vantare una resa eccellente già a tutta apertura!&lt;br/&gt;La minima distanza di MAF è di 44cm (rapporto di 1:2), il diametro filtri di 62mm e per passare dalla minima alla massima MAF serve una rotazione completa della ghiera di messa a fuoco.&lt;br/&gt;Quelli che seguono sono tre primi scatti, giusto una presa di contatto veloce, per vedere il comportamento dell’ottica a diaframmi tutto sommato abbastanza aperti e quindi un pò inusuali. Quanto prima seguiranno altre immagini.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 1D MkIII, Zeiss Makro Planar T* 2/100 @ f.2 1/60 Iso 100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 1D MkIII, Zeiss Makro Planar T* 2/100 @ f.5,6 1/4 Iso 100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 1D MkIII, Zeiss Makro Planar T* 2/100 @ f.4 1/13 Iso 100                                                                                                                              </description>
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      <title>ZEISS 35/2 ZE, Quattro passi al porto....</title>
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      <pubDate>Sun, 10 Jan 2010 10:49:11 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Voci/2010/1/10_ZEISS_35_2_ZE,_QUATTRO_PASSI_AL_PORTO...._files/AB__2805_1.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Media/object062_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:254px; height:135px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Approfittando di un paio di ore di luce “discreta”, ecco altri nuovi scatti sempre in compagnia del nuovo Zeiss Distagon T* 35/2.....gironzolando nel porto di Gorino Ferrarese.&lt;br/&gt;Stò entrando sempre più in sintonia con questa nuova lente che mi stà dando notevoli soddisfazioni, sia in termini qualitativi che di “sottile” piacere d’uso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 1D MkIII, Zeiss Distagon T* 2/35 @ f.4 1/125 Iso 100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 1DMkIII, Zeiss Distagon T* 2/35 @ f.4 1/1250 Iso100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 1DMkIII, Zeiss Distagon T* 2/35 @ f.5,6 1/60 Iso100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 1DMkIII, Zeiss Distagon T* 2/35 ò f.5,6 1/500 Iso100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 1DMkIII, Zeiss Distagon T* 2/35 @ f.4 1/125 Iso100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 1DMkIII, Zeiss Distagon T* 2/35 @ f.5,6 1/100 Iso100</description>
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      <title>ZEISS DISTAGON T* 2/35MM ZE, Altri scatti</title>
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      <pubDate>Sat, 19 Dec 2009 10:38:06 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Voci/2009/12/19_ZEISS_DISTAGON_T__2_35MM_ZE,_ALTRI_SCATTI_files/IMG_3178_1_1.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Media/object063_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:254px; height:135px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Approfittando della nevicata e alla ricerca di qualche particolare ecco 5 nuovi scatti con lo Zeiss Distagon T* 2/35 ZE&lt;br/&gt;Canon 5DMkII, Zeiss Distagon T* 2/35 @ f.8 1/500 Iso200 + 1,5EV&lt;br/&gt;Canon 5DMkII, Zeiss Distagon T* 2/35 @ f.5,6 1/125 Iso 200+ 1EV&lt;br/&gt;Canon 5DMkII, Zeiss Distagon T* 2/35 @ f.8 1/200 Iso200 + 1EV&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 5DMkII, Zeiss Distagon T* 2/35 @ f.8 1/100 Iso200 + 1EV&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 5DMkII, Zeiss Distagon T* @ f.8 1/250 Iso200 + 1,5 EV&lt;br/&gt;Prossimamente altri nuovi scatti. Meteo permettendo......&lt;br/&gt;Buona Luce!&lt;br/&gt;</description>
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      <title>Impressioni sul campo: ZEISS DISTAGON T* 2/35MM ZE</title>
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      <pubDate>Wed, 16 Dec 2009 10:00:28 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Voci/2009/12/16_IMPRESSIONI_SUL_CAMPO__ZEISS_DISTAGON_T__2_35MM_ZE_files/DPP07D90C10091350_1.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.occhisullanatura.it/occhisullanatura/Blog/Media/object064_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:255px; height:134px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Lo scorso anno durante la mia visita alla Photokina, due cose avevano avevano colpito la mia attenzione in particolar modo: lo splendido mirino della Sony Alfa 900 e gli obiettivi della Carl Zeiss. Se il primo lo davo “quasi” scontato essendo di derivazione Minolta, che ben conoscevo avendola avuta, i secondi sono stati una piacevolissima scoperta.&lt;br/&gt;Allo stand della casa tedesca su un bancone a forma di L erano a disposizione diversi corpi Nikon, Pentax e Canon con montati obiettivi di diversa focale. Prenderli in mano e mettere a fuoco con quella ghiera è stato entusiasmante e mi ha riportato indietro in un attimo di dieci anni, facendomi ricordare con grande piacere gli obiettivi Leica che allora avevo.&lt;br/&gt;Gli obiettivi Zeiss hanno da sempre legato il loro nome prima di tutto ad Hasselblad e poi a Contax. Ma quest’ultima, dopo essere stata assorbita dalla giapponese Kyocera, è andata perdendo sempre più mercato fino a scomparire definitivamente. E così la Zeiss si è trovata “orfana” con i suoi splendidi Planar, Distagon e Tessar.&lt;br/&gt;Da quì l’idea, in vero molto brillante, di rendere disponibili quegli schemi ottici anche per altre marche. La prima a nascere è stata la serie ZF in montatura per Nikon e lo scorso anno, praticamente in concomitanza con la fiera tedesca, la casa tedesca ha cominciato ad introdurre una serie con montatura per Canaon Eos, la serie ZE appunto.&lt;br/&gt;I primi ad essere presentati in questa nuova montatura sono stati i due Planar, il 50 e l’85 f.1,4. A questi, piano piano, si sono aggiunti gli altri, il 18/3,5, il 21/2,8, il 28/2 e da circa una decina di giorni il Distagon 35/2 oggetto di questo breve test. Sono già stati annunciati i due macro il 50/2 e il 100/2. e mentre il primo dovrebbe essere disponibile per la fine dell’anno, il secondo lo sarà a Gennaio del 2010.&lt;br/&gt;La serie ZE si è subito contraddistinta per avere inserito nella montatura il “chip” che permette alla lente di dialogare con il corpo macchina ed effettuare la regolazione del diaframma proprio come come un’ottica originale.&lt;br/&gt;Anche la serie ZF per Nikon è stata nel frattempo aggiornata, comprendendo anch’essa il “chip” e prendendo la denominazione di ZF.2.&lt;br/&gt;Fin dal primo contatto avuto in fiera avevo cominciato a fare un “serio” pensiero a queste ottiche. Zeiss è sempre Zeiss, e la sua fama non è mai stata messa in discussione. Sò già che alcuni potranno storcere la bocca dicendo che in effetti gli obiettivi in questione sono costruiti in Giappone dalla Cosina. Ma su progetti Zeiss, specifiche Zeiss e controlli qualità Zeiss. Questo tanto per essere precisi.&lt;br/&gt;All’annuncio della disponibilità del 35/2, una focale che apprezzo molto, ho preso la decisione definitiva.&lt;br/&gt;E così Lunedi 14 alla mattina ho ordinato l’obiettivo direttamente al negozio on-line della stessa Zeiss. E con efficacia tutta teutonica il pomeriggio di Martedì 15 avevo già il pacco a casa. Niente male come servizio!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’obiettivo, manco a dirlo, ha una costruzione a dir poco “somptueuse” come direbbero i francesi, ottimamente rifinito e con una ghiera di messa a fuoco fluida, senza alcun gioco e una frizionatura che anche le ottiche più blasonate di Nikon e Canon possono solo sognare. Un blocco di metallo e vetro. Il paraluce è in metallo. L’obiettivo ha una garanzia estesa di tre anni.&lt;br/&gt;Adesso rimaneva solo la curiosità di vedere come si sarebbe comportato all’atto pratico, e così ieri, con una luce che non era proprio il massimo, ho fatto un primo giro nelle mie amate valli.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 5DMkII, Zeiss Distagon T* 2/35 @ f.5,6, 1/60, Iso 100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Crop al 100%&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Canon 5DMkII, Zeiss Distagon T* 2/35 @ f.2,8 1/60 Iso 100&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Crop al 100%&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Gli scatti sono stati effettuati tutti a mano libera.&lt;br/&gt;N.B. - Tutte le immagini sono file RAW così come generati dalla macchina (con parametri a 0), aperti in Capture One 5 Pro, inviati come TIFF a Photoshop e ridimensionati per il web senza apportare alcuna modifica e senza applicare alcuno sharpening.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E’ una primissima presa di contatto e non ho alcuna pretesa, ovviamente, di dare giudizi dopo così poco tempo e così pochi scatti....&lt;br/&gt;però se è vero che il buongiorno si vede dal mattino.........&lt;br/&gt;Continuerò ovviamente la prova sul campo e aggiornerò questa o altre pagine con i risultati di altre sessioni fotografiche.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Buona Luce!</description>
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